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Copertina Sinistra Copertina Destra

 ...e lui non era certo piccolo e paffuto come il pargoletto del presepe. Anzi, a dispetto dei suoi 25 anni, in quel momento si sentiva un vecchino.

Un bruciore intenso alla gola gli rendeva difficile deglutire ed era percorso da brividi insistenti.

 

Era arrivato a Courmayeur proprio nel momento in cui il sistema di riscaldamento del camper decideva di prendersi un periodo di ferie. Neppure il suo equipaggiamento da snowboard era riuscito a salvarlo.

 

Certo, guardare dai finestrini brinati la neve che risplendeva sotto la luna era stato suggestivo, ma avrebbe evitato volentieri di sperimentare le sensazioni di un sacchetto di surgelati nel freezer.

 

«Ho io qualcosa che fa per te!» proseguì Ivan, l'allevatore che lo aveva soccorso alle prime luci dell'alba e gli stava offrendo alloggio nel tepore della stalla.

 

«Le mie ragazze stanno per essere munte e non c'è niente di meglio del latte caldo per il mal di gola!

Intanto sistemati, mentre io vado a chiamare mio figlio.

Sono mesi che parla di te, se scopre che sei qui da un'ora e non l'ho svegliato mi fa pelo e contropelo!»


Ridendo, Ivan uscì dalla stalla e Mr.Eat si lasciò cadere su un mucchio di paglia.

In un attimo era già addormentato.

 

stalla


leccata-mucca

 

Un'onda gigantesca stava per lambirlo, ma eccola trasformarsi in una foglia carnosa e ruvida che gli carezzava la guancia.

 

 

 

Mr.Eat aprì gli occhi.


La strana "foglia" era a due centimetri dal suo naso e un alito caldo lo investì.

 

Una seconda leccata lo risvegliò del tutto, in tempo per sottrarsi alla terza manifestazione d'affetto della bella mucca pezzata che lo guardava amorevolmente.

 

«Ah, ah, ah! Hai fatto colpo su Giorgina!» esclamò Ivan, che stava entrando in quel momento insieme a un ragazzo sui 14 anni.

 

«Ecco mio figlio Alessandro! Ti lascio nelle sue mani» aggiunse, mentre già si dirigeva verso le mucche per procedere alla mungitura.


 

Mr.Eat si tirò in piedi, starnutendo.

«Mi scappa da ridere» disse.

«Scansiamoci» replicò l'altro.

 

Una sequenza di gesti (una stretta alla mano, poi al polso, quindi di nuovo alla mano) sancì il riconoscimento tra i due.

 

«Sono felice di conoscerti di persona, Mr.Eat!» disse il ragazzo.

«Anch'io, Alessandro! So che state facendo - Etciù! -

un buon lavoro da queste parti!» rispose Mr.Eat.

 

I due parlavano sottovoce, perché Ivan era poco distante e i suoni echeggiavano contro le pareti dell'ampia stalla.

 

«Ci proviamo» annuì il ragazzo. «Ma non riusciamo a capire chi sia questo Fat God e che cosa voglia di preciso.

Ecco perché ti ho chiesto di venire fin qua!»

 

«La minaccia è seria» disse Mr.Eat.
«Fat God ha già provato a far danni altrove e l'Agenzia è riuscita a mettergli i bastoni tre le ruote - Etciù!
- Purtoppo non si arrende!»


«Ma qual è il suo scopo?»

 

«Stiamo cercando di scoprirlo - Etciù! - Da quello che sappiamo, sta promuovendo il consumo di cibo di scarso potere nutritivo. Inoltre cerca di spingere verso comportamenti sbagliati, come saltare i pasti, in particolare la colazione.»

 

«Sì, queste cose fanno molta presa. Ho diversi compagni che vengono a scuola senza aver fatto colazione, e poi magari mangiano merendine e dolci durante la mattinata.»

 

«Fat God è un farabutto, non si fa scrupoli» sbottò Mr.Eat, stringendo i pugni.


 

 

La gola gli bruciava terribilmente, ma il pensiero che tanti ragazzi si lasciassero rovinare la salute da un'alimentazione sbagliata gli bruciava molto di più.

 

«Dovete  stare in guardia... Etciù!»  anche lui non era messo bene in quanto a salute, in quel momento.

 

«Voi Ciborg potete fare molto, soprattutto con il buon esempio. E tenetevi pronti. - Etciù! - Credo che presto sarà necessario passare all'attacco! Etciù!»


«Coraggio, ecco la tua medicina» intervenne Ivan, avvicinandosi con un vassoio.

 

«Latte appena munto e torta di mele. Tra poco ti sentirai come un leone!»

 bicchiere-latte

«Che meraviglia!» disse Mr.Eat, sinceramente grato per quella colazione deliziosa.


 

 

«Allora, Alessandro, il nostro amico ti ha dato qualche buon consiglio?» chiese l'uomo.

 

«Da quando mio figlio ha deciso di diventare cuoco, tu sei il suo idolo... Per lui sei una specie di... come si dice?»

 

«Supereroe!» suggerì Alessandro, strizzando l'occhio a Mr.Eat.

 

«Ecco, bravo!» confermò Ivan.

«E lui vuole diventare come te!»

 

 

«Un supereroe ai fornelli!» disse Mr.Eat, sollevando il bicchiere colmo di latte schiumoso.

«Etciù!»

ECCOCI AL QUINTO CIBO-QUIZ!

 

 

 

 

 

mrEat




Se sei arrivato fin qui, sai già come funziona!

Non mi resta che lasciarti concentrato per vedere se sai rispondere a tutte le domande.

 

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Ormai ha tutte le energie per affrontare questa sfida!

 

Eat well!

;)

 

 

 

 

 


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